Le collezioni botaniche rappresentano il patrimonio scientifico e museale dell’Orto Botanico di Bergamo. Vengono conservate, coltivate, esposte, incrementate e studiate nelle due sedi museali all’aperto, La Valle della Biodiversità – Sezione di Astino e nella Sezione di Città Alta, Una Finestra sul Paesaggio, oltre che nei depositi della Cittadella Viscontea.
Le collezioni viventi sono suddivise in settori tematici e mostrano la biodiversità della flora autoctona e di piante provenienti da altri continenti, nella sezione di Città Alta è possibile scoprire e imparare a conoscere, durante le diverse stagioni, piante dei boschi di latifoglie mesofile, piante alpine, di ambienti acquatici, ruderali, aliene, ma anche piante mediterranee, asiatiche, americane, africane, australiane, piante tropicali, succulente, carnivore, medicinali, ornamentali e molte altre.
Nella Valle della Biodiversità si studiano e si conservano collezioni botaniche (oltre 1000 cultivar) che comunicano il rapporto tra piante e uomo, che raccontano l’agrobiodiversità attraverso la coltivazione delle 10 famiglie di piante più importanti dal punto di vista agro-alimentare .
Il patrimonio botanico dell’Orto Botanico stesso non si limita a piante viventi, ma comprende anche l’Hortus Siccus Bergomensis, un grande erbario con oltre 50.000 campioni raccolti sia in tempi recenti che storici, come l’Erbario di Lorenzo Rota (1818-1853) con oltre 10.000 campioni studiati dal medico e botanico che per primo descrisse la flora della provincia di Bergamo. Campagne continue di catalogazione e digitalizzazione a partire dal 1998 hanno permesso di fotografare e inventariare gran parte delle collezioni secondo standard catalografici nazionali e internazionali. Oltre 40.000 campioni sono consultabili online.
“Flora Selvaggia” è una raccolta di 250 acquarelli che ritraggono flora spontanea lombarda durante al Seconda Guerra Mondiale realizzata da Riccardo Rigamonti (1878-1944) costituiscono l’Hortus Pictus Bergomensis.
Altre collezioni che desideriamo far conoscere perché attualmente visitabili sono in rare occasioni comprendono modelli vegetali di frutti (collezioni ceroplastica storica), modelli fungini, modelli didattici attuali e storici, ed altro ancora.



