HORTUS PICTUS BERGOMENSIS UN PROGETTO – UNA COLLEZIONE
Gli Orti botanici sono centri di sapere impegnati a diffondere la conoscenza e la consapevolezza del ruolo delle piante sul pianeta e nella vita quotidiana. Le loro piante sono strumenti per l’educazione, la ricerca e, al contempo, organismi che svolgono il loro ciclo di fronte ai nostri occhi nel luogo loro assegnato.
A noi spetta il compito di osservarle, partecipare della loro esistenza, capirne la biologia, apprendere ciò che indicano del loro ambiente di crescita e apprezzarne la bellezza.
Tra i più acuti osservatori delle piante vi sono certamente i pittori botanici: essi hanno la pazienza di tenerle di fronte a sé per lungo tempo, ne calcolano le proporzioni, imparano le forme e le ricreano con fedeltà.
Se l’esecutore ha talento, il risultato sorprendente attrae e incuriosisce talvolta più di quanto non farebbe l’organismo vivo. La forza del linguaggio visivo, del colore e delle forme consente spesso di focalizzare l’attenzione su dettagli inosservati, nascosti o poco valorizzati .
Gli Orti botanici sono consapevoli di questa forza tanto che la loro storia si intreccia con quello della pittura botanica. Di essa si sono avvalsi, soprattutto in passato, per mostrare le piante e le parti di esse che non sono visibili; anche i docenti hanno spesso ricorso all’Hortus Pictus per le loro spiegazioni botaniche.
L’Orto Botanico di Bergamo ha in varie occasioni richiamato l’attenzione sulla pittura botanica verificando l’interesse del pubblico e riscontrando l’attualità del tema.
Il legame funzionale tra gli Orti botanici e i pittori botanici naturalisti, un tempo ingaggiati per riprodurre le specie in coltivazione anche quando queste erano in quiescenza nella stagione avversa, si è allentato ma non si è mai reciso poiché medesima è la materia oggetto di rappresentazione e conoscenza. Ancora oggi, ad esempio, l’Orto di Bergamo si avvale del loro contributo per illustrare con grazia e precisione gli esemplari, per apparati informativi curati da altri enti, come le brochure per il Parco delle Orobie nel 2005 e per i 10 pannelli costituenti l’itinerario botanico – naturalistico alle Cime di Belloro realizzati per il Comune di Premolo nel 2007.
Una tappa fondamentale di questo itinerario è la donazione nel 2006 della raccolta “Flora Selvaggia” di Riccardo Rigamonti da parte della figlia Matelda che costituisce il primo nucleo dell’Hortus Pictus Bergomensis, fondamentale patrimonio collezionistico ma anche progetto a lungo termine che aspira al rafforzamento del legame storico tra Orti e disegno botanico, nonché alla conservazione di opere pittoriche ritenute significative in tal senso.
E’ di buon auspicio che il progetto nasca da una raccolta di disegni che l’autore ha dedicato alla flora spontanea e soprattutto a specie di grande diffusione che chiunque può facilmente incontrare. La loro dignità pittorica riconosciuta da Riccardo Rigamonti ne sottolinea l’intrinseca bellezza e, nel contempo, consente di comprendere il senso botanico particolarmente forte delle specie stesse.
Il progetto Hortus Pictus Bergomensis è attivamente sostenuto dalla GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea che si è resa disponibile a conservare nei propri depositi, secondo standard di qualità ottimali, le opere dell’Orto Botanico.
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