Orto Botanico di Bergamo
Sezione di Città Alta
Scaletta di Colle Aperto
24129 BERGAMO

Erbari

L’Erbario dell’Orto Botanico di Bergamo

A livello globale, gli erbari rappresentano le collezioni botaniche più diffuse e conservate.

Sono circa 400 milioni i campioni custoditi negli erbari di orti botanici, musei, università e altri istituti di ricerca di tutto il mondo. Un patrimonio scientifico che viene continuamente studiato, confrontato, scambiato e utilizzato dalla comunità scientifica.

L’Index Herbariorum è il repertorio internazionale, costantemente aggiornato, che raccoglie le informazioni relative a oltre 3.500 erbari nel mondo. Ogni erbario è identificato da un codice univoco che permette di riconoscerlo e di accedere ai dati delle sue collezioni.

BER è il codice che identifica a livello internazionale l’Erbario dell’Orto Botanico di Bergamo “Lorenzo Rota”.

L’Erbario conserva oltre 50.000 campioni, in gran parte digitalizzati, provenienti da raccolte storiche e contemporanee, che coprono un arco temporale dalla prima metà dell’Ottocento fino ai giorni nostri.

Le diverse collezioni si distinguono per numero di campioni, provenienza, modalità di acquisizione e preparazione, luoghi di raccolta, finalità della ricerca e stato di conservazione.

La Storia degli Erbari

 

Gli erbari: dalla storia alla ricerca scientifica

Gli erbari: dalla storia alla ricerca scientifica

Gli erbari sono collezioni di piante raccolte in natura, essiccate e fissate su fogli di carta.

Questo sistema per conservare in modo permanente e duraturo colllezioni botaniche ha origini antiche, venne introdotto come strumento didattico per gli studenti di medicina da Luca Ghini (Casalfiumanese 1490 – Bologna 1556), medico, botanico e farmacologo, fondatore del primo orto botanico universitario del mondo, nel 1543 a Pisa.

I primi erbari permettevano agli studenti di studiare e imparare a descrivere riconoscere le piante anche in assenza di materiale vegetale da raccogliere in natura lontano dai luoghi di crescita o nei periodi di quiescenza o quando il ciclo vegetativo non permetteva di osservare, ad esempio, i fiori.

Questo avveniva, e avviene ancora oggi, attraverso il riconoscimento e lo studio di caratteri morfologici necessari per attribuire ai campioni vegetali le categorie sistematiche di appartenenza (famiglie, generi, specie, sottospecie, ecc.).

Lo studio degli erbari suscitò da subito così grande interesse che presto venne adottato e riconosciuto anche dal mondo scientifico come strumento fondamentale per lo studio del mondo vegetale.

L’allestimento di grandi  collezioni di piante essiccate, allestite da studiosi singoli e da istituzioni scientifiche (università, musei, centri di ricerca, ecc.), ci aiutano a ripercorrere l’evoluzione dello studio delle piante della botanica o a riconoscere i mutamenti nella distribuzione delle specie nel tempo nelle varie epoche, si intreccia con discipline scientifiche che ne hanno accompagnato la storia e che, ancora oggi, lo rendono uno strumento imprescindibile per tutte le ricerche scientifiche moderne.

Se in passato gli erbari erano utilizzati soprattutto per lo studio della medicina, della botanica generale e della sistematica vegetale, oggi sono indispensabili anche per numerosi ambiti della ricerca scientifica: dallo studio dei cambiamenti ambientali e delle dinamiche delle popolazioni vegetali all’analisi del genoma delle piante e delle loro relazioni evolutive.

Erbario Rota

Erbario Generale

Erbario FAB

Erbario Clementi

Altri Erbari