Martedì 3 giugno 2025 è stato inaugurato il nuovo Bioparco, un rifugio per gli impollinatori nel cuore della Valle della Biodiversità di Astino.
Quando parliamo di impollinatori, il primo pensiero vola alle api da miele. Ma la natura è molto più ricca: bombi, api legnaiole, sirfidi e farfalle sono protagonisti silenziosi e indispensabili per la vita sulla Terra. Da oggi, questi preziosi alleati hanno una nuova casa a Bergamo: il Bioparco all’interno della sezione di Astino dell’Orto Botanico.
Senza insetti impollinatori, il 35% del cibo che mangiamo non esisterebbe. Eppure, la loro sopravvivenza è minacciata dalla perdita di habitat, dai pesticidi e dai cambiamenti climatici. Bergamo ha scelto di essere una “Città amica delle api”, adottando politiche sostenibili (come lo stop al glifosato) e creando questo spazio unico dove Natura, Cultura e Agricoltura dialogano per tutelare la biodiversità urbana.
Il progetto, curato dall’architetto paesaggista Filippo Piva, recupera i terrazzamenti storici della valle utilizzando tecniche di ingegneria naturalistica. Passeggiando tra le “balze”, potrai scoprire:
- Habitat su misura: Non solo arnie per le api domestiche, ma speciali Bee Hotels e Bug Hotels dove le api selvatiche e altri insetti possono nidificare.
- Un ristorante a cielo aperto: Prati naturali e aiuole ricche di piante mellifere, grano saraceno, specie officinali ed erbacee perenni, selezionate per nutrire gli insetti.
- La storia dell’apicoltura: Un percorso cronologico che mostra l’evoluzione del rapporto tra uomo e api, dall’antico Egitto ai giorni nostri, attraverso diverse tipologie di arnie.
- Pannelli narrativi: Illustrazioni realizzate in collaborazione con l’Accademia di Brera per comprendere l’affascinante co-evoluzione tra fiori e impollinatori.
Il settore “Città, Api, Piante e Persone” non è solo un giardino, ma un laboratorio educativo all’aperto. È nato grazie alla sinergia tra Comune di Bergamo, Orto Botanico e il prezioso sostegno di partner come Rotary Club Bergamo Terra di San Marco e Fondazione del Monte di Lombardia.
L’obiettivo è semplice ma ambizioso: rendere i visitatori consapevoli che più fiori e più impollinatori significano un ambiente più sano per tutti.