Anche le viti rivestono un ruolo importante nella Valle della Biodiversità, sono state riportate in luce antiche balze con muretti a secco, dal 2022 hanno una nuova vocazione espositiva.
Ospitano 20 diverse tipologie di allevamento della vite, raccontano come l’uomo, nel corso dei secoli ha saputo coltivarla, partendo dai sistemi più antichi, ad alberello, a quelli maritati, a quelli romani a pergola, per giungere ai sistemi moderni, lineari, passando per quelli tradizionali valdostani, ossolani, trentini.
La scelta delle viti è stata fatta per comunicare un messaggio di sostenibilità ambientale, grazie alla coltivazione di varietà resistenti, da vino e da tavola, che necessitano non più di 2 trattamenti l’anno, rispetto agli oltre 30 della coltivazione convenzionale.
Il progetto sostenuto e cofinanziato da Regione Lombardia ha permesso di realizzare un nuovo allestimento espositivo permanente aperto al pubblico e dedicato alla vite, una delle specie la cui storia accompagna quella dell’uomo da maggior tempo, sia come alimento, sia come fonte d’ispirazione culturale (mitologica, religiosa, filosofica).
La specie è rappresentata da 18 varietà di vitigni resistenti coltivate con l’obiettivo di mostrare un vero e proprio catalogo di 20 forme di allevamento posto nel lato est della Valle della Biodiversità, sezione di Astino dell’Orto Botanico di Bergamo ‘Lorenzo Rota’.
Il recupero delle balze esistenti ha migliorato in modo significativo una delle due sedi museali dell’Orto Botanico di Bergamo, ha permesso di ampliare il settore espositivo in termini di dimensioni con altri 4.000 metri quadrati che si aggiungono ai 9.000 metri quadrati già allestiti e dedicati all’agrobiodiversità.
Grazie al sostegno di Regione Lombardia è ora possibile coltivare ed esporre al pubblico collezioni di piante da frutto che danno un maggior respiro museale alla sezione di Astino e comunicare l’agrobiodiversità in maniera ancora più esaustiva.