Orto Botanico di Bergamo
Sezione di Città Alta
Scaletta di Colle Aperto
24129 BERGAMO

Dal 2010 oltre 850 cultivar appartenenti ai 15 gruppi con cui vengono suddivisi i tulipani, botanici, crispa, darwin, doppi, fior di giglio, fosteriana, greigii, kaufmanniana, pappagallo, singoli, trionfo, viridiflora, crown, in oltre 60 combinazioni cromatiche, sono stati coltivati, fotografati e vengono apprezzati ogni anno per uno degli allestimenti più attesi dal pubblico.

Archivio fotografico: https://flic.kr/s/aHsmVbvJBy

IL NOME TULIPA

Il nome del genere è latinizzato dal turco tulbend, derivato a sua volta dal persiano dulban, una sorta di turbante, con allusione alla forma del fiore.
Tale attribuzione si deve a Ogier Ghiselin de Busbecq, ambasciatore di Ferdinando I del Sacro Romano Impero presso I’Impero Ottomano, che apprezzò ed esportò per primo i bulbi in Europa, a
Vienna nel XVI° secolo. La sua interpretazione erronea della denominazione turca, che invece era lale, è ormai ricorrente nelle lingue europee: tulip, tulpe, tulipe, tulipan, tulipano.

ORIGINE

Spesso associamo i tulipani ai paesaggi olandesi, ma la vera storia del genere Tulipa inizia molto più lontano, le radici di questo fiore straordinario affondano infatti nell’Asia Centrale, culla della sua biodiversità.La Culla del Tulipano: I Monti del Pamir

Le origini del tulipano si collocano tra le catene montuose del Pamir e i rilievi di Afghanistan e Pakistan. È qui, in queste regioni dell’Asia Centrale, che il fiore ha fatto la sua prima comparsa, iniziando un percorso di espansione naturale che lo avrebbe portato a conquistare vaste aree del pianeta.

Partendo dal “cuore” asiatico, le specie selvatiche di tulipani si sono irradiate seguendo due grandi direttrici geografiche, coprendo un ventaglio di habitat incredibilmente vasto. L’espansione verso ovest ha creato un “corridoio” naturale che attraversa culture e paesaggi diversi: Medio Oriente (Iran, Siria, Palestina, Libano e Giordania), Asia Minore ed Europa (Turchia, Grecia e Balcani), Confini Occidentali (Nord Africa e la Penisola Iberica).

Acune specie hanno spinto i loro confini verso climi decisamente più rigidi Ucraina e il sud della Siberia, Mongolia e al nord-ovest della Cina.

Questa straordinaria distribuzione geografica non è casuale. Essa testimonia l’incredibile resilienza del genere Tulipa. D

STORIA

Notizie sulla coltivazione risalgono almeno al XIII° secolo in Iran dove erano già selezionate forme multicolori.
L’introduzione in Europa risale alla metà del ‘500 a partire dalla Turchia ove si coltivavano numerose e ricercate varietà orticole: nel 1554 a Vienna, nel 1559 ad Augusta, nel 1570 ad Anversa, nel 1607 a Firenze.

In Olanda la loro coltivazione generò una vera e propria “tulipomania” che alimentò una grande speculazione commerciale sui bulbi che generavano le forme più rare. Nel 1623 un singolo bulbo di ‘Semper Augustus’ era scambiato al prezzo di migliaia di fiorini. Per un bulbo di Viceroy’, un venditore ricevette 2 sacchi di farina, 4 buoi, 8 maiali, 12 pecore, 2 barilotti di vino, 4 barili di birra, 2 di burro, 1000 libbre di formaggio, un letto completo, una serie di abiti e un bicchiere d’argento. La “tulipomania” cessò improvvisamente nel 1637, quando l’offerta superò di gran lunga la domanda, con conseguente crisi drammatica del mercato.

Un fenomeno analogo di richiesta maniacale avvenne in Turchia tra il 1702 e il 1730, periodo che la storia turca chiama “l’epoca del tulipano”. I turchi furono affascinati soprattutto dalle varietà Rembrandt, dai molti colori, così come ne erano stati stregati gli olandesi.

L’introduzione in Europa riguardava forme orientali derivanti già da complesse ibridazioni e su di esse si concentrò l’attività degli ibridatori. Il lavoro sulle specie naturali raccolte in Asia Centrale si sviluppò, invece, solo a partire dalla metà del ‘900.

L’Olanda è il paese che ha maggiormente legato la propria storia economica a quella dei tulipani. In questo paese sono state create gran parte delle più stupefacenti varietà disponibili, commercializzate sia come fiore reciso che come bulbo. La distribuzione degli svariati milioni di bulbi esportati annualmente, che devono essere di qualità eccellente, è sotto il controllo governativo.

ASPETTO

I tulipani sono piante erbacee rustiche, perenni, bulbose, con fusti eretti indivisi che sorreggono, in genere, un solo fiore (in caso di più fiori, i laterali sono privi di brattee).
I bulbi sono rivestiti da tuniche sottili, in genere brune. Le poche foglie di ciascun individuo sono prevalentemente basali, di colore verde-glauco, talvolta con variegature rossastre o brune.

Il fiore, a forma di urna o di coppa più o meno allargata, ha sei tepali che avvolgono 6 stami separati e lo stigma trilobato, poggiante direttamente sull’ovario; talvolta è presente uno stilo. I frutti sono capsule ricche di semi. La robustezza delle parti fiorali lascia pensare ad un adattamento all’impollinazione da parte di grossi coleotteri.

CURIOSITA'

Ad Anversa (Belgio) nella seconda metà del ‘500 vennero importati molti bulbi da Costantinopoli a scopo alimentare e solo da quelli che avanzarono ottennero i primi ceppi ornamentali.

Le qualità alimentari dei bulbi furono rivalutate in Olanda durante l’invasione nazista, ma è bene ricordare che tutte le parti della pianta causano un leggero mal di stomaco e che il contatto con le foglie può acuire reazioni cutanee allergiche.

Le tanto apprezzate striature piumate o fiammate di questi fiori, sono causate da un virus. Benché i giardinieri professionisti turchi non lo sapessero, cospargevano i bulbi con della “polvere fertilizzante”, ottenuta pestando i bulbi infetti, trasmettendo inconsapevolmente la malattia per raggiungere quegli stravaganti effetti tanto apprezzati.

Il Tulip Breaking Virus (TBV) è un patogeno a RNA trasmesso dagli afidi che trasforma i petali dei tulipani in opere d’arte. Il virus penetra nelle cellule e inibisce la sintesi degli antociani, i pigmenti responsabili del colore. Dove la carica virale è alta, il colore manca, creando le tipiche striature bianche o gialle. Purtroppo, il virus indebolisce il bulbo fino a ucciderlo. Per questo oggi è illegale nei Paesi Bassi e sostituito dagli ibridi sani Rembrandt.

SISTEMATICA

Secondo il sistema APG (Angiosperm Phylogenetic Group) , il genere Tulipa è classificato nel seguente modo:
REGNO: PLANTAE
PHYLUM: ANGIOSPERМАЕ
ORDINE: LILIALES
FAMIGLIA: LILIACEАЕ
SOTTOFAMIGLIA: LILIOIDEAЕ
GENERE: Tulipa

I generi più affini dal punto di vista filogenetico sono:
Cardiocrinum (Asia Orientale);
Erythronium (Asia, Europa, Nordamerica);
Fritillaria (Regioni temperate dell’Emisfero Boreale);
Gagea (Europa, Asia Occidentale);
Lilium (Emisfero Boreale, a Sud fino alle Filippine);
Lloydia (Europa, Asia);
Nomocharis (Cina, India);
Nothorilion (Afghanistan, Cina).

Il genere Tulipa è presente anche nella flora italiana, con una decina di specie.
In Italia il genere è suddiviso in due sezioni.

La sezione Eriostemones (con filamenti degli stami pelosi alla base) comprende le specie Tulipa australis e Tulipa sylvestris, la cui origine e indignato non sono chiare.

La prima è diffusa in pascoli e prati aridi montani, dagli 800 ai 1800 metri di quota su Alpi ed Appennino; la seconda in campi, vigneti ed oliveti da 0 ad 800 metri di quota, la cui presenza è stata segnalata anche in provincia di Bergamo.

La sezione Leiostemones (con filamenti degli stami glabri) comprende 8 specie, di cui 2 segnalate nel territorio bergamasco: Tulipa praecox, originaria di Asia Minore e Siria, è stata indicata da Lorenzo Rota nel “Prospetto della Flora della Provincia di Bergamo” del 1853 in “Oliveti e Campi di Valle San Martino”, ma non più osservata in anni recenti; in alcune aree di Città Alta sopravvive Tulipa clusiana, originaria di Siria e Persia, un tempo molto più diffusa in vigneti e terrazzamenti. Entrambe le specie sono coltivate nel nostro Orto Botanico.

LA SUDDIVISIONE IN GRUPPI

Lo schema di suddivisione ripartisce tutti i tulipani in 15 gruppi, di cui solo 4 comprendono specie selvatiche (“tulipani botanici”) e i loro ibridi facilmente riconoscibili.

GRUPPO PRECOCE A FIORE SEMPLICE
I fiori sono a coppa, larghi fino a 7 cm, da bianchi a porpora scuro, spesso con margini fiammeggianti o con macchie d’altro colore.

GRUPPO PRECOCE A FIORE DOPPIO
I fiori a coppa larga, pieni, larghi fino a 8 cm, sono da rosso scuro a giallo o bianco, spesso con margine o macchie di diverso colore.

GRUPPO TRIUMPH
I fiori a coppa, semplici, larghi fino a 6 cm, spuntano in un’ampia gamma di colori, compreso porpora scuro, rosso, rosa, giallo o bianco.

GRUPPO IBRIDI DARWIN
I fiori ovoidali, semplici, larghi fino a 7 cm, hanno spesso colori vivaci nei toni di giallo, rosa, arancione o rosso, di solito con fiammeggiature di diverso colore.

GRUPPO TARDIVO A FIORE SEMPLICE
I fiori a coppa o a calice, larghi fino a 7 cm, talvolta più di uno per stelo, sono bianchi, gialli, rosa, rossi o quasi neri, spesso con margini di colore.

GRUPPO A FIORE DI GIGLIO
Gli eleganti fiori semplici, a calice, larghi fino a 8 cm, con apici reflessi e appuntiti, sono da bianchi a gialli o rosa fino ai toni di rosso e magenta.

GRUPPO A FIORE FRANGIATO
I fiori semplici, a coppa, larghi fino ad 8 cm, sono bianchi, rosa, rosso o viola, con margini frangiati, di solito di un colore diverso.

GRUPPO VIRIDIFLORA
I fiori semplici, a coppa o a coppa larga quasi chiusi in alto, larghi fino a 8 cm, sono a volte interamente verdi con gialli con strisce verdi.

GRUPPO REMBRANDT
I fiori semplici, a coppa, larghi fino a 8 cm, sono bianchi, gialli, rossi con striature o “piumette” nere, marrone, bronzee, purpuree, rosse o rosa causate da virus.

GRUPPO PAPPAGALLO
I fiori semplici a coppa, larghi fino a 10 cm, sono da bianchi a rosa o viola-blu spesso con strisce irregolari di colore diverso, compreso il verde. I tepali sono finemente e irregolarmente divisi.

GRUPPO TARDIVO A FIORE DOPPIO (A PEONIA)
I fiori pieni, a coppa larga, larghi fino a 12 cm, sono da bianchi a purpurei, volte con margini e fiammeggiature di diverso colore.

GRUPPO KAUFMANNIANA
I fiori semplici, a coppa larga, larghi 8-10 cm, sono spesso multicolori, di solito con basi di tinta differente. Vi appartiene T. kaufmanniana e gli ibridi perlopiù derivati da questa specie.

GRUPPO FOSTERIANA
I fiori semplici, a coppa larga, larghi fino a 12 cm, sono da bianchi a gialli o rosso scuro. Vi appartiene T. fosteriana e gli ibridi perlopiù derivati da questa specie.

GRUPPO GREIGII
I fiori semplici, a coppa larga, larghi 10 cm, sono da gialli a rossi, a volte con basi di diverso colore. Vi appartiene T. greigii e gli ibridi perlopiù derivati da questa specie.

GRUPPO MISTО
Vi appartengono tutte le specie e gli ibridi non compresi negli altri gruppi. Si possono distinguere in tulipani a basso sviluppo e fiori stellati e tulipani più alti con fiore a coppа.